POST CONSIGLIATI

Le nostre guide per scoprire la costa adriatica

UNA PASSEGGIATA AL MOLO SUD DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO

Ma quant’è bella la mia città vista dal mare? Anche senza una barca, è un’esperienza alla portata di tutti e soprattutto non costa nulla. Infatti basta fare una passeggiata fino alla punta del molo sud di San Benedetto del Tronto (uno dei due bracci del porto).

Il molo sud di San Benedetto del Tronto in quasi cent’anni di onorato servizio ne ha viste tante… notti da lupi, naufragi, ma soprattutto passaggi di banchi di cefali e di sardine tanto grandi da far ribollire l’acqua attirando inevitabilmente famiglie di delfini e una miriade di pescatori che gettano le lenze speranzosi.

Per noi sambenedettesi il molo sud è un punto di riferimento e di aggregazione. Molto frequentato in tutte le stagioni da quelli che proprio non ce la fanno a stare senza l’odore pungente dello iodio che pizzica nelle narici e allora, a piedi o in bicicletta, vanno su e giù per il molo.
Infatti l’imponente massicciata è sormontata da un nastro di asfalto liscio con tanto di parapetto sul lato interno del porto. Questo fa si che anche i più piccoli possano facilmente avventurarsi in bicicletta al seguito dei grandi.

E allora lasciamo la base del molo e stacchiamoci dalla terraferma, almeno con la fantasia lasciando spalle abbiamo alcuni cantieri nautici e il rimessaggio della piccola pesca, mentre sulla sinistra, procedendo verso il largo, troviamo l’affollato porticciolo turistico. Questo primo tratto della promenade, dal giugno 2012, è la sede del MAM cioè del Museo d’Arte sul Mare, un museo all’aperto che ospita 151 sculture e 18 murali… e chi ce l’ha portato un così alto numero di sculture in mezzo al mare? Nessuno, la gran parte è stata realizzata dagli artisti in loco, scolpendo i pesanti blocchi di roccia della massicciata durante le passate 20 edizioni del simposio internazionale “Scultura Viva“. La manifestazione vanta 145 artisti provenienti da 37 nazioni di 5 continenti.

Quasi a metà, il molo curva dolcemente e proprio lì svetta l’imponente scultura in bronzo dedicata al gabbiano Jonathan Livingstone, protagonista del libro di Richard Bach. E’ opera di Mario Lupo e sta lì da trent’anni per iniziativa del Circolo dei Sambenedettesi. Poco più avanti, c’è una vela di travertino gonfia sul punto di salpare verso Est. Trattasi di un monumento dedicato a Monsignor Francesco Sciocchetti. Di fronte, le fanno compagnia le massicce figure, anch’esse di travertino, di pescatori un po’ naif… estate e inverno, sono loro che avvistano il primo sole.

Eccoci ormai lanciati sull’ultimo tratto, dove al tramonto si assiste alla sfilata dei motopescherecci che rientrano in porto spesso seguiti a frotte dai gabbiani. Un tempo, prima che la tecnologia progredisse, i natanti erano guidati solo dal segnale del faro orientandosi con la luce rossa del fanale che tutt’oggi svetta sulla punta del molo.

Arrivati alla punta del molo sud di San Benedetto del Tronto, ci guardiamo intorno. Nelle giornate luminose, guardando la costa verso Sud, si vedono nitidamente la Maiella e il Gran Sasso, precedute alla corona di colline verdi che circondano il paese vecchio col Torrione nel mezzo.

Che fare? E’ chiaro, respiriamo forte ed assaporiamo la leggera ebbrezza di questo finis terrae domestico che, oggi come ieri, soprattutto quand’è sera, “intenerisce il core”…. meditate gente, meditate.

Oppure molto più prosaicamente potete gustare un po’ di pesce fresco vista mare nei due ristorantini della zona: uno all’inizio della passeggiata del molo sud e l’altro al circolo nautico del porticciolo turistico. Buon appetito!